La signora anziana racconta

Mentre stavo raccogliendo fiorellini, saltando di quà, saltando di là, mi allontanai troppo. Avevo molta paura e per di più si mise a tuonare e dopo due lampi si mise anche a piovere. Mi misi a correre più veloce che potevo e vidi una casa: io senza neanche chiedere il permesso entrai e dissi:” c’è nessuno? C’è nessuno?” Io impaurito rimasi fermo e poi sentii una musichetta in sottofondo. Stavo per aprire la porta per scappare, quando vidi un tessuto, o tappeto, che bloccava la porta per impedirmi di uscire. Allora io urlai fortissimo che il tappeto (o tessuto) si mosse e si tappò una parte di lui, forse le orecchie. Stavo cadendo dalla gran paura e una anziana signora mi prese e mi disse:” shsh, mi sveglierai il gatto! Perché urli? Ti ha spaventato Frufruu?” Io risposi: “chi è Frufruu?”. La signora disse:” allora seguimi che ti racconto una storia.” Io la seguii e mi sedetti su una poltrona che sembrava fatta apposta per me. La signora, quindi, iniziò a raccontare:” Era una giornata di inverno. I miei genitori lavoravano sotto il gelo, raccogliendo grano e verdure. Io giocavo nella nostra casetta di campagna con piccoli animali di legno, ma quel giorno faceva più freddo degli altri giorni, non avevamo né termosifoni né stufe o camini, ma c’era solo una coperta per tutti. Quella coperta se la prendeva sempre la mamma perché era la più debole anche se ha molti più anni di me. Io e papà, invece, dovevamo accontentarci dei soli vestiti. Io, poiché ero generosa, preferivo morire di freddo e coprire per riscaldare, con il mio corpo, un pezzo di stoffa. Un giorno andai a vedere se nei campi c’era del ghiaccio e così trovai il pezzo di stoffa bagnato. A me piangeva il cuore e lo presi tra le mie braccia. Piangendo, mentre lo riscaldavo, le mie lacrime lo animarono sentendo tra le mie braccia un movimento. Allargai le braccia per lo spavento, facendola cadere. La stoffa disse: “non spaventarti, sono l’anima della stoffa, le tue lacrime mi hanno animato, ed è solo grazie a te che riesco a parlare e camminare. Solo le lacrime gentili e sincere, provenienti da un cuore puro, mi potevano risvegliare. In tanti mi hanno preso in braccio pensando di fare di me tante cose: una sciarpa, uno straccio per la polvere, un tappeto per pulirsi le scarpe. Tu sei stata l’unica a prendersi cura di me, mi hai riparato dal freddo e mi hai asciugato. Non perché ti servissi, ma perché volevi davvero aiutarmi”. Io rimasi stupita e commossa dalle sue parole, lo abbracciai forte e da quel giorno diventammo grandi amici. Insieme abbiamo scelto il nome Fru fru.” Io rimasi scioccato dalla sua storia. Lei mi disse “Adesso hai capito chi è Frufru?” Io risposi.” Si, ho capito. Ma perché avete scelto il nome Frufru?” L’anziana rispose:” Ho scelto il nome Frufru perché quando lo abbracciai la prima volta ho sentito un rumore simile ai miei amati wafer” Adesso quando vuoi, per te e solo per te, la porta è sempre aperta. “Arrivederci” dissi. “A presto” rispose l’anziana. Intanto aveva smesso di piovere. Che bel pomeriggio, sicuramente da non dimenticare.

 

Samuele Enzo Marsiglia IA

Un pensiero su “La signora anziana racconta

  1. Samuele, che bel racconto hai scritto.
    Sei un ragazzino sensibile e dall’animo buono, scrivi pensieri che trasmettono solo belle emozioni.
    Un grazie alle tue prof che ti invogliano a portare fuori i bei sentimenti che nutri e tantissimi complimenti alla Prof.ssa Pesce per questa coinvolgente iniziativa che da’ a te, e a tanti altri ragazzi ,la possibilità di esprimere al meglio ciò che di grande hai dentro.

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